31 Agosto 2010

Desire or Wish That is the Problem

Sfogliando e ricercando tra le pagine ingiallite di un vocabolario non sempre consultato, ma trascurato, il termine desiderio dicesi: "Moto dell'animo verso chi po ciò che procura piacere, o che è buono, necessario  e sim." oppure "Senso di mancanza, di bisogno".

Secondo il caro vecchio Mr. Who docesi desiderio: " La bella favoletta a cui è giusto credere al massimo fino agli unidici anni, un pò come la storia di Babbo Natale, la Befana o la Fatina dei denti (di gran lunga la mia preferita, sempre pronta a consolarti con una bella monetina ogni volta che un dente ti cade via e ti lascia solo il grande dolore atroce)".

Da ragazzini non si fa altro che desiderare il Mondo o al massimo di diventare degli architetti o degli astronauti o tutti e due le cose (una sostra d'astronauta costruttore pazzo sulla luna).

Quando si inizia a crescere non si può far altro che desiderare un monolocale che non puzzi di muffa, che non abbia gli scarafaggi e un lavoro decente. Il mondo, gli animali e lo spazio li abbiamo sostituiti con le bollette, l'affitto, le ricariche telefoniche e la spesa settimanale. Wow però, che immagine poetica!

Come si fa a passare dal desiderare il Mondo al desiderare un sottoscala in affitto?

Tutta colpa del tempo frettoloso, non ce ne accorgiamo, ma corre via veloce e inesorabile è la nostra mente, che arriva ad un certo punto della vita e non ci permette più di desiderare come il poter volare tra le nuvole e/o viaggiare nel tempo!

E' assurdo se un adulto (o presunto tale) vive ancora nella speranza di viaggiare nello spazio e bere una limonata su Marte?

In effetti, è assurdo che un adulto sia capace di bere limonata!

I desideri sono cose che lasciamo dietro di noi come fece anni fa Pollicino con le sue briciole di pane.

C'è anche chi riesce a tramutare in realtà i sogni d'infanzia e chi riesce ad esaudire un proprio desiderio in gioventù e non parlo di persone immaginarie o di favole, ma di persone che vivono nel mondo reale, ma il più delle volte queste persone o sono sfacciatamente fortunate o sono sfacciatamente ricche (e il più delle volte è la seconda ipotesi a vincere).

Le uniche persone adulte che ancora possono desiderare qualcosa e per di più dichiararlo al mondo senza che nessuno gli rida dietro sono le star di Hollywood e le miss. Le prime desiderando la pace nel mondo e un Oscar sul comodino e le seconde desiderano lavorare con i bambini magari se bisognosi ancora meglio (come se una partecipante Miss posso davvero sembrare credibile mentre dice una cosa simile) e va da se, la benedetta pace nel mondo.

Io desidero solo un'esistenza abbastanza decente e la pace nel Mondo, si capisce, anche se preferisco focalizzare tutte le mie forzr per rendere reale il primo desiderio, il secondo lo lascio volentieri alle star e alle Miss, loro sicuramente sono più brave di me con questa faccenda della pace nel Mondo e cose simili ;).

 
10 Maggio 2010

Lettera di un quasi trentenne

Compio oggi ventotto anni, faccio parte di quella generazione più volte definita “mammona” di cui tanto la gente ama parlare con frasi che vanno dal “io a trent’anni ero già un uomo” ad altre del tipo “poveri ragazzi mi fanno anche un po’ pena”.
Ecco. Pena è forse una parola abbastanza azzeccata.
È giusto provare pena nei nostri confronti, nei confronti di ragazzi che hanno potenzialmente tutto ma che non riescono ad essere appagati da niente e che in alcuni casi sono soggetti a vere e proprie crisi depressive che appaiono decisamente ingiustificate. Vi assicuro, non sto esagerando affatto. Ha esagerato chi ha affibiato nomignoli più o meno offensivi ai trentenni di oggi perchè ha guardato solo al prodotto finito e non al processo che ci ha portati ad essere quelli che siamo.   
amante

Mi piacerebbe illuminarvi.

Immaginate di essere nati negli anni ottanta. Il Boom della televisione privata, delle merendine e delle tette in TV, un’era colorata che ancora odora di plastica nuova e di voglia di successo, un’era in cui i film raccontavano storie newyorkesi di ragazzi allo sbaraglio in uffici megagalattici che partivano dai piani bassi e in due mesi diventavano colletti bianchi miliardari, pieni di donne bionde e di belle macchine. Immaginate poi che
questi film siano stati intervallati da valanghe di pubblicità piena zeppa di bella gente dai denti bianchissimi e dagli occhi azzurrissimi.
Questa è stata la prima fase della nostra vita in cui abbiamo imparato che bisogna essere belli e vincenti, altirmenti non si vale nulla. Nessuno ci raccontava di un giardiniere che, sposata una donna dall’aspetto mediocre, sapeva vivere contento nella sua normalità. La normalità ci è stata negata perchè sembrava troppo normale. La normalità negli anni ottanta non vendeva più.

Poi sono arrivati gli anni novanta. In quella decade avevamo l’età in cui iniziano a formarsi le prime idee politiche. I famosi tempi del liceo che i nostri genitori (quelli che al liceo ci sono andati) ci avevano descritto come gli “anni di formazione” raccontandoci aneddoti incredibili sul loro vissuto, conditi da dettagli succulenti sulle lotte studentesche, le riunioni e le atmosfere che si respiravano. Tutte cose, queste, che abbiamo cercato di fare anche noi, ma i tempi erano cambiati, la politica era cambiata e nessuno ci prendeva sul serio, eravamo ancora i bambini di prima che giocavano, ora, a fare i grandi. Erano gli stessi anni in cui chi ci aveva istruiti il decennio precedente attraverso il malefico Mivar ad otto canali aveva deciso di scendere in campo sulle note di una canzone che sembrava dedicata alla nazionale di calcio e la politica aveva immediatamente assunto un tono “terra di Siena” scaraventadoci nuovamente in uno spot pubblictario piuttosto che nella lettura
di un buon libro. Immaginate di dover formare delle sane idee politiche negli anni novanta. La parola del decennio era diventata “Libertà” e il motto che ci veniva sempre riproposto era di ” inseguire i nostri sogni” che ” tutto era realizzabile, bastava crederci”.

Con queste frasi che ronzavano nei nostri cervelli eccoci entrare nel decennio del “doppio zero”, quello che sarebbe dovuto essere il nostro momento, l’era in cui avremmo iniziato la nostra scalata di libertà verso la realizzazione dei nostri sogni… tutto come da programma appunto.
lavoratore
Noi ci siamo entrati coi sorrisi smaglianti, pronti a metterci in gioco, chi all’università, chi nel mondo del lavoro, carichi di aspettative ma assolutamente troppo viziati per essere pronti ad affrontare la realtà, quella vera vera vera. Così ecco che mentre gli studenti si ammassano in aule di un’università sovraffolata e disorganizzatissima che difficilmente li porterà a qualsiasi tipo di professione reale, chi ha intrapreso (come me) la via del lavoro si ritrova a dover subire anni di AIA sgambettando all’impazzata al grido CoCoCò, CoCoPrò e altri contratti legalmente illegali dei quali non ho nemmeno voglia di parlare.
Immaginate di finire l’università ed apprendere che dovrete fare un Master a pagamento per avere il lavoro cui mirate o immaginate di lavorare anni senza che nessuno versi i contributi per la vostra pensione perchè è legalmente autorizzato a non farlo.
Quando finalmente la mia generazione ci ha fatto il callo, quando ormai eravamo pronti a mettere il turbo, ad avere un lavoro serio e iniziare a pensare al futuro in modo più “adulto e responsabile”, Boooom. Uno scoppio. La crisi economica globale.

Ho 28 anni oggi.
Avrei voluto essere felice, sapermi accontentare di quello che ho, pensare ad una famiglia ed essere una persona umile. Avrei voluto guardare al mio futuro senza angosce legate al denaro o ad un pianeta che sta sfasciandosi sotto i miei piedi e che non so se potrà ospitare un mio ipotetico figlio. Avrei voluto avere un rapporto più sobrio con la tecnologia e avrei voluto vivere una politica basata sulla legalità ed il rispetto reciproco.

Quando ci vedrete camminare per strada con i nostri sguardi un po’ incupiti forse ora ne capirete meglio il motivo. Ma ricordate: siamo gente con le palle noi, che ha saputo adattarsi ad una realtà alla quale non era preparata e i nostri sogni, quelli, sono sempre qui, nel taschino interno di questa giacca da 30 Euro.

Gabriele Demarin

by l'Espresso

 
09 Maggio 2010

Il cordone ombelicale della vita

Sono arrivato alla luce col tuo profumo,
e la mia interiorità non lo ha mai dimenticato,
a differenza forse, cordone
dei miei gesti quotidiani.

Ti ho sempre desiderato,
come il più grande amore,
quando ancora l'amore per me era ancora sconosciuto.

Sempre ho cercato le tue braccia,
anche quando nei percorsi della vita
le luci sembravano spegnersi.

Oggi,
alla mia età sento che non posso fare a meno
della tua presenza.

Delle volte basta guardarti negli occhi
per leggere il tuo cuore,
e capirne il senso di tutto questo amore.

Il cordone ombelicale della vita,
non si è spezzato,
perchè tu mamma
vivrai sempre dentro di me.


 
04 Maggio 2010

Non puoi

aprila

Non puoi cancellare
il TUO dal MIO.

Non puoi raccontare
un falso a te stesso.

Non puoi cancellare
il piacere che da.

Non puoi
allontanarlo.

Non puoi, perchè
in un'altra vita non vuoi.

Chilometri di asfalto e rotaie
ci dividono ma il PENSIERO no.

 
27 Aprile 2010

La verità è che questa vita andrebbe vissuta al contrario

Tanto per cominciare si dovrebbe iniziare morendo, Woody allen
e così il trauma è bello che superato.
Quindi ti svegli in un letto di ospedale e apprezzi il fatto che vai migliorando giorno dopo giorno. Poi ti dimettono perché stai bene e la prima cosa che fai è andare in posta a ritirare la tua pensione e te la godi al meglio. Col passare del tempo le tue forze aumentano, il tuo fisico migliora, le rughe scompaiono. Poi inizi a lavorare e il primo giorno ti regalano un orologio d'oro. Lavori quarant'anni finchè non sei così giovane da sfruttare adeguatamente il ritiro dalla vita lavorativa. Quindi vai di festino in festino, bevi, giochi, fai sesso e ti prepari per iniziare a studiare. Poi inizi la scuola, giochi con gli amici, senza alcun tipo di obblighi e responsabilità, finchè non sei bebè.
Quando sei sufficientemente piccolo, ti infili in un posto che ormai dovresti conoscere molto bene. Gli ultimi nove mesi te li passi flottando tranquillo e sereno, in un posto riscaldato con room service e tanto affetto, senza che nessuno ti rompa i coglioni. E alla fine abbandoni questo mondo in un orgasmo. (Woody Allen)

 
12 Aprile 2010

Capire...cosa?!

Io non ti capisco
Sarà che in questo mondo
Non capisco nessuno
perplesso
Non esiste un individuo normale
Non dico perfetto

Normale
Dotato di sentimenti affettivi
Amichevoli
Intelligente
Altruista
Che mi capisca
E sappia capire se stesso
Che sappia capire come è la vita
Forse chiedo troppo
Forse sarò matto
Ma qualcosa di buono
In questo mondo pieno di merda
Ci deve pur essere
Cazzo!

 
02 Febbraio 2010

DIANE BIRCH - NOTHING BUT A MIRACLE

Gettin tired of living
Living for a moment
Gettin tired of hanging on the line
Wake up every morning
And I pull back the curtain
Wonder if it’s gonna rain or shine

Gettin tired of thinking
Gettin so tired of begging
Gettin tired of forgetting
That there’s two of us
I’m getting so tired of loving a man
That just don’t give a damn

Just tell me
Tell baby why I’m holding on
When your lovin’s long gone
I got a good mind
So, why don’t you tell me why
I can’t say goodbye
Just tell me baby, why I’ve been holding on
For so long
And nothing but a miracle is gonna bring ya back
Bring ya back to me now

I gotta get myself together
Gotta stop telling myself that I can do no better
Gotta go out and maybe start meeting some new people
I gotta go out and buy myself one of those little black dresses
Cause I’m so tired of this t-shirt
I’m so tired of cryin off all my make-up

Gettin just so tired of waking up
With a lonely heart
I’m getting so tired of giving a damn
About an absent hearted man

Just tell me
Tell baby why I’m holding on
When your love is long gone
I got a good mind
So, why don’t you tell me why
I can’t say goodbye
Just tell me baby why I’ve been holding on
For so long
And nothin but a miracle is going to bring it back
Bring you back to me now

Oh, I can see it
(Coming down the shadows)
Coming down the shadows
I can see it
It’s coming through
It’s coming through the windows

Oh, I can see it
(Coming down the ceiling)
I can see it coming down the ceiling
I Can’t escape it
(Can’t escape the feeling)
I can’t escape it
Can’t escape the feeling

Tell me, yeah
Why I’m holding on
When your love is long gone
I got a good mind
So, why don’t you tell me why

I can’t say goodbye
Just tell me baby why I’ve been holding on
For so long
And nothing but a miracle is gonna to bring it back
Bring ya back to me now

Oh, nothing but a miracle
Is gonna bring you back to me now

 
24 Dicembre 2009

Auguri di Natale

Vorrei avere il potere di regalare per Natale
ad ogni bimbo un sorriso, di restituire ad ogni madre
suo figlio almeno per un abbraccio
e di asciugare quelle lacrime di chi troppo ha perso,
di accarezzare il cuore del disperato con un sogno
e di regalare l'anima in tormento un po' di pace.
colosseo roma

Vorrei avere il potere di spegnere per Natale
il rumore della guerra e il terrore dal volto
di chi troppe volte la vita ha violentato.

Vorrei trasformare la violenza in un abbraccio di pace
dove colori, religioni e divergenze di ogni tipo
possano danzare insieme la danza del rispetto
formando un mondo migliore fatto di amore.

Vorrei avere il potere di incartare l'amore
e farlo arrivare fra le pareti della vostra anima
per rendere tutto quanto un po' migliore.

Vorrei avere il potere di regalare a tutti un mondo
d'amore e un sereno Natale pieno di sogni.


By Silvana Stremiz

 
12 Dicembre 2009

Profilo Kenya By Facebook

Trova il tempo per riflettere
è la fonte della forza.
love
Trova il tempo di giocare,
è il segreto della giovinezza.

Trova il tempo di leggere,
è la base del sapere.

Trova il tempo d’essere gentile,
è la strada della felicità.

Trovail tempo di sognare,
è il sentiero che porta alle stelle.



Trova il tempo d’essere contento,
é la ...musica dell'anima.

Trova il tempo di amare,
è la vera gioia di vivere.

 
13 Novembre 2009

Delle volte capita

Sembra strano,
ma delle volte ti capitano cose che non te le aspettavi...
non so se vi è mai capitato di mettervi sul letto

a quattro di spade e di guardare il soffitto bianco...sguardo nel bianco più assoluto.
Bè si, a me capita spesso.

Delle volte capita che i nostri pensieri spaziano o si soffermano.
Se spaziano immaginano il possibile immaginabile,
se si soffermano, fanno una specie di RWM di ciò che stiamo pensando.
Io mi sono soffermato nella seconda fase.

Il che cosa avrei potuto fare in quell'istante,
in quel periodo, in quei minuti...

e il tempo passa...

Delle volte capita che i pensieri ci portano pensiero,
e ci fanno riflettere, magari con la testa in frastuono, ma
abbiamo solo il soffitto bianco che ci da ascolto...
e quel soffitto

ha le sembianze del mio letto,
un letto dove ci scrvo,
dove ci ho pianto,
dove ci dormo,
dove leggo,
dove ci ho fatto l'amore,
un qualcosa che c'è e che di noi sa tutto...
e il più delle volte sa cose più di noi.
Delle volte capita e ci lascia a bocca aperta...

 
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